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Biografia dei Baustelle

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rock - Baustelle

La band indie-rock italiana dei Baustelle nasce a Montepulciano, in provincia di Siena, nel 1994.

Il nucleo del gruppo è formato da Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini.

Il nome, pronunciabile in assoluta libertà, deriva da una parola tedesca che significa "cantiere", "lavori in corso" e viene scelta, come spesso accade, semplicemente sfogliando qualche dizionario.

Nata nella seconda metà degli anni '90 come band universitaria, dopo una classica trafila fatta di demo e concerti esce nel 2000, autoprodotto, l'esordio "Sussidiario illustrato della giovinezza", prodotto da Amerigo Verardi. Accolto con grande favore dalla critica (vince tra l'altro il premio Fuori dal Mucchio, organizzato dalla rivista Il Mucchio Selvaggio), l'album si fa notare per le sue sonorità retrò, il suo gusto vintage e il suo lavoro quasi filologico nel ricostruire e citare decenni di musica italiana e non, dalla canzone d'autore francese e italiana alla new wave, da Morricone alla bossanova. Fra storie di giovani emarginati, di adolescenze irrequiete, di riformatori e prime esperienze col sesso, l'immaginario di Bianconi si alza decisamente rispetto alla media nazionale e si rifà agli stilemi del decadentismo. Totem assoluto quel Baudelaire al quale verrà poi intitolato un brano in seguito.

Il 2003 è l'anno del successivo "La moda del lento". Passati alla BMG il gruppo ripete la formula del precedente, spostando forse l'accento più sul versante pop e sbarazzino e meno sulla ricerca della drammaticità. Arriva il premio del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) come miglior gruppo dell'anno e arrivano anche i primi passaggi in radio con i singoli "Love affair" e "Arriva lo yé-yé".

Nel 2005 arriva il terzo album "La malavita", pubblicato dalla Warner/Atlantic e registrato dallo storico produttore del rock italiano Carlo U. Rossi. Le sonorità si spingono ancor più nella direzione delle grandi colonne sonore anni '70-'80 (da Gainsbourg al già citato Morricone) con la presenza di un'orchestra d'archi in diversi brani, mentre le liriche si fanno cupe come non mai, impregnate di quel male di vivere al quale il titolo fa riferimento. Non a caso a far conoscere il lavoro è il primo singolo "La guerra è finita", che dietro ad una melodia accattivante cela la storia del suicidio di una teenager stanca di vivere e di combattere. Il singolo successivo "Un romantico a Milano" ottiene notevole successo e passaggi continui su MTV.

Il tour di La Malavita inizia senza il tastierista storico Fabrizio Massara, uscito dal gruppo.

Il 2007 vede Bianconi nelle vesti di autore per altri. Suo è infatti il successo di Irene Grandi "Bruci la città".

A febbraio del 2008 esce "Amen". Introdotto dal singolo apripista "Charlie fa surf" (ispirato nel testo ad un'opera dell'artista Maurizio Cattelan, che a sua volta fa riferimento ad una frase contenuta nel film Apocalypse Now), l'album è forse finora quello musicalmente più complesso della loro discografia. Delicati pezzi al pianofortte (fra tutte "Alfredo", ispirata alla storia mediatica del piccolo Alfedino Rampi, che cadde in un pozzo anni fa) fanno da contraltare a brani più sperimentali (l'elettronica di Baudelaire e la coda in chiave disco di Antropophagus). Bossanova (Dark Room) e Spaghetti western (L e Panico) fanno capolino qua e là, filo conduttore di tutta la discografia del gruppo.

 


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