Home Rock

Rock

testo Fiori di Adriano Celentano

PDF Stampa E-mail
Adriano Celentano

Cosa ne pensate delle parole di Fiori di Adriano Celentano?

 

 


 


Svegliati nel sole che sta nascendo,
quanta strada ho fatto per arrivare in tempo,
ora lascia i sogni che abbiamo chiuso dentro
sussurrare ancora nel vento.
Tornano alla luce i miei occhi stanchi,
tutto il mio futuro è adesso che mi guardi,
prima c'era il vuoto di queste stanze così grandi
e i silenzi troppo ingombranti.

Per noi che abbiamo avuto tutto il mondo contro
e già sappiamo che si prova a stare in fondo,
per noi deve esserci un'uscita sull'esterno
e un giorno dopo quest'inverno.

Dimmi che è l'istante che hai atteso sempre
e ora che ci siamo non serve dirci niente.
Siamo stati soli anche quando c'era troppa gente
nella nebbia controcorrente.

Per noi che abbiamo avuto tutto il mondo contro
e già sappiamo che si prova a stare in fondo,
per noi deve esserci un'uscita sull'esterno
e un giorno dopo quest'inverno.

CORO: ora sentimi vicino a te,
ora sentimi vicino a te...

E come i fiori aperti che credevamo persi (CORO...ora sentimi vicino a te)
ritorneranno i giorni senza la pioggia su di noi (CORO...ora sentimi vicino a te)
e come i giorni aperti..dodadodide...(CORO...ora sentimi vicino a te)

 

 

Biografia dei Baustelle

PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 1
ScarsoOttimo 
Baustelle

La band indie-rock italiana dei Baustelle nasce a Montepulciano, in provincia di Siena, nel 1994.

Il nucleo del gruppo è formato da Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini.

Il nome, pronunciabile in assoluta libertà, deriva da una parola tedesca che significa "cantiere", "lavori in corso" e viene scelta, come spesso accade, semplicemente sfogliando qualche dizionario.

Nata nella seconda metà degli anni '90 come band universitaria, dopo una classica trafila fatta di demo e concerti esce nel 2000, autoprodotto, l'esordio "Sussidiario illustrato della giovinezza", prodotto da Amerigo Verardi. Accolto con grande favore dalla critica (vince tra l'altro il premio Fuori dal Mucchio, organizzato dalla rivista Il Mucchio Selvaggio), l'album si fa notare per le sue sonorità retrò, il suo gusto vintage e il suo lavoro quasi filologico nel ricostruire e citare decenni di musica italiana e non, dalla canzone d'autore francese e italiana alla new wave, da Morricone alla bossanova. Fra storie di giovani emarginati, di adolescenze irrequiete, di riformatori e prime esperienze col sesso, l'immaginario di Bianconi si alza decisamente rispetto alla media nazionale e si rifà agli stilemi del decadentismo. Totem assoluto quel Baudelaire al quale verrà poi intitolato un brano in seguito.

Il 2003 è l'anno del successivo "La moda del lento". Passati alla BMG il gruppo ripete la formula del precedente, spostando forse l'accento più sul versante pop e sbarazzino e meno sulla ricerca della drammaticità. Arriva il premio del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) come miglior gruppo dell'anno e arrivano anche i primi passaggi in radio con i singoli "Love affair" e "Arriva lo yé-yé".

Nel 2005 arriva il terzo album "La malavita", pubblicato dalla Warner/Atlantic e registrato dallo storico produttore del rock italiano Carlo U. Rossi. Le sonorità si spingono ancor più nella direzione delle grandi colonne sonore anni '70-'80 (da Gainsbourg al già citato Morricone) con la presenza di un'orchestra d'archi in diversi brani, mentre le liriche si fanno cupe come non mai, impregnate di quel male di vivere al quale il titolo fa riferimento. Non a caso a far conoscere il lavoro è il primo singolo "La guerra è finita", che dietro ad una melodia accattivante cela la storia del suicidio di una teenager stanca di vivere e di combattere. Il singolo successivo "Un romantico a Milano" ottiene notevole successo e passaggi continui su MTV.

Il tour di La Malavita inizia senza il tastierista storico Fabrizio Massara, uscito dal gruppo.

Il 2007 vede Bianconi nelle vesti di autore per altri. Suo è infatti il successo di Irene Grandi "Bruci la città".

A febbraio del 2008 esce "Amen". Introdotto dal singolo apripista "Charlie fa surf" (ispirato nel testo ad un'opera dell'artista Maurizio Cattelan, che a sua volta fa riferimento ad una frase contenuta nel film Apocalypse Now), l'album è forse finora quello musicalmente più complesso della loro discografia. Delicati pezzi al pianofortte (fra tutte "Alfredo", ispirata alla storia mediatica del piccolo Alfedino Rampi, che cadde in un pozzo anni fa) fanno da contraltare a brani più sperimentali (l'elettronica di Baudelaire e la coda in chiave disco di Antropophagus). Bossanova (Dark Room) e Spaghetti western (L e Panico) fanno capolino qua e là, filo conduttore di tutta la discografia del gruppo.

 

Biografia The Kooks

PDF Stampa E-mail
The Kooks

Band inglese formata al Brighton Institute of Modern Music agli albori del 2003. Composta dal leader nonchè cantante e chitarrista ritmico Luke Pritchard, il chitarrista solista Hugh Harris, il bassista Max Rafferty ed il batterista Paul Garred.

Ingaggiati dalla Virgin Records i Kooks lanciano il loro primo singolo Naive seguito dal loro primo album Inside in/Inside out uscito agli inizi del 2006, scalando la classifica e rimanendo nei primi 20 posti della UK Top per oltre la metà dello stesso anno. Dopo l’incredibile successo, dovuto anche grazie ad altri incredibili pezzi dell’album come She moves in her way, Ooh la, Eddie’s gun, i quattro partono per il loro primo grande tour in America facendo esaurire tutti i loro biglietti ad entrambi gli spettacoli di New York ed Los Angeles.

Emerge in loro il desiderio di fare musica sperimentando generi diversi, dalle ballad al rock ‘n’roll ed ancora al pop, genere che definiscono loro stessi per la forza delle loro melodie brevi ma efficaci. Hanno voglia di voler stupire e sorprendere. I testi semplici e diretti parlano di storie di ragazzi legati all’adolescenza. Molte testi sono stati scritti quando erano molto giovani e non mancano di affrontare temi sociali come in Ooh la. Numerosi sono concerti in tutto il mondo, in Italia il 2 novembre 2006 a Roma, il 3 a Bologna ed il 4 a Milano.

Nel 2008 tornano negli studi di registrazione dopo aver racimolato una grande esperienza sia artistica che compositiva per dare vita al loro secondo album chiamato Konk  (nome suggerito dal chitarrista Hugh Harris tratto dal nome stesso dello studio di registrazione situato a nord di Londra).

Alla fine di marzo 2008 viene lanciato il singolo “Always where I need to be”, un pezzo dal sound rock molto orecchiabile che anticipa l'uscita dell'album. Konk, con 12 canzoni più una traccia nascosta, è uscito il 14 aprile del 2008 il tutto il mondo. Come il precedente, l’album stile indie-rock si accosta molto volentieri al reggie, funk e al soul. Il tour di presentazione dell’album Konk comprende concerti in Inghileterra e in America, unica data italiana a Milano ai Magazzini Generali il 19 aprile del 2008.

La band colleziona sold-out e riempie stadi sempre più grandi, dimostrando di saper cantare e suonare canzoni di diverso genere fra loro, sperimentando sempre diversi sound, ed affascinando il pubblico con pezzi di straordinaria sensibilità eseguiti anche a sola chitarra e voce. Una band che sa suonare con un efficace effettistica, ma che può anche intrattenere in un intero concerto suonando in acustica come dimostrato da diversi unplagged suonando tutti i loro pezzi, il più noto è il live all' Abbey Road.

 


Cerca

Ricerca personalizzata
 

Sondaggio

Il Successo dell'Estate 2008
 

Sondaggio

Quale è il tuo genere musicale preferito?